BREAKING NEWS: 22/01 Cambio di layout stagionale. Forse arriva anche un post nuovo. FORSE, ho detto.

25 gennaio 2010

Avvio in modalità provvisoria

Quando le spine sono penetrate completamente nella carne, forse sarebbe il caso di allentare la presa, no? Ok, proviamoci. Sarebbe un cambiamento.

Certo, è tanto più bello quando le cose si aggiustano senza colpo ferire. La mia indolenza fa le fusa sorniona ogni volta che i pezzi si ricompongono da soli, tipo le scene proiettate al contrario. E pensare che un anno fa sembravano rotte per sempre. Magari di questo passo anche il mio coccige smetterà di dolere, visto che è passato quasi un mese dalla caduta.

Se ora gentilmente la Domus Foscari cercasse di mantenere vivo il nostro carteggio sarei anche più sereno.

Tutto questo così, tanto per far resuscitare di nuovo questo blog. Gli devo trovare una funzione, però, altrimenti mi diventa un'appendice di Twitter. Devo ponderare.

09 luglio 2009

Io dico NO a Claudia Mori


Fino a due minuti fa non sapevo nemmeno che questa donna esistesse, e continuo a non sapere chi è e che fa, ma è un incrocio tra Meryl Streep e la Chiaro, e non la voglio a X Factor.

Io al posto della Ventura voglio MALGIOGLIO.

image courtesy of PopTopoi

25 aprile 2009

Chi ha il pane non ha i denti

Quanta carne sprecata, signori miei. E poi nel Biafra ci sono i bambini che muoiono di fame.

È un po' come chi si lamenta che i campi eolici sono antiestetici, ma poi grida a gran voce che bisogna salvare il pianeta. Si fa tanto per dare aria ai denti. Allora io dico, non ti sta bene? Ottimo. Chiuso il capitolo. Piantiamola lì, che c'è tanto bisogno nel mondo.

(Si fa per ischerzo, naturalmente; la legge che lega i prodotti di panificazione agli affetti da piorrea è improrogabile.)

Ah, e l'umanità è gentilmente pregata di smetterla di complicarsi la vita da sola. Ma soprattutto di sfrangere l'esistenza al prossimo con le proprie paranoie. Io però, per sicurezza, mi astengo dai giudizi pubblici. Si sa, il potere ha le orecchie lunghe.

Neanche le pennette tartufate sono più buone come una volta. Questa vita non mi dà nessuna certezza.

Aaahaaahaaa.

Bello tornare a scrivere per postare ammassi di frasi che capisco a malapena io stesso.




23 aprile 2009

Very very scary return

Avete comprato il giornale oggi?

Se no, bravi, avete contribuito a corroborare i risultati dei sondaggi sulla percentuale di italiani lettori.

Se si, conservatelo, perché oggi è un giorno storico. Oggi, dopo ben 7 mesi, 23 giorni, 12 ore e 15 minuti, io scrivo un nuovo post. Avevo già ponderato l'opzione eutanasia per questo blog, ma eventi piuttosto recenti e un ddl sul testamento biologico mi hanno portato a riconsiderare.

Bene, datemi due secondi per rileggere l'ultimo post e capire dove eravamo rimasti.

...

Oddio, mi fa un po' senso rileggere di esami e essay a quattro mesi dalla laurea. Si, i più attenti di voi avranno notato il tocco sulla testa della mia versione 2d: sono stato proclamato dottore in Comunicazione Interlinguistica Applicata. Più o meno come dire Sindaco Onorario di Topolinia. Purtroppo, nonostante il favore che la Sorte mi accorda di solito, non ho avuto la fortuna di ritrovarmi un presidente di commissione in avanzato stato di arteriosclerosi com'è successo a Francesca, ufficiosamente laureatasi nel vecchio ordinamento. Ho ricordi piuttosto fumosi del giorno della laurea, a parte la camminata per Forlì vestito da Carlito e una foto di me con in testa una fascia arancione recante la scritta "australopiteco"; in ogni caso, non ho intenzione di scrivere un resoconto minuzioso degli ultimi 233 giorni, quindi ciccia.

Per occupare il vuoto che l'assenza di mediamente 6 ore di lezioni al giorno ha lasciato nella mia vita, ho pensato bene di iscrivermi a un corso che era un master, e ora invece non lo è più. Però costa gli stessi soldi. Spendere soldi a caso è sempre stata una mia prerogativa. Il titolo del corso? "Scuola di traduzione del fumetto e per l'editoria". Prego, fate pure, inarcate le sopracciglia nell'ormai abituale sguardo "cos'è-che-fai-tu?". Resta il fatto che il corso è estremamente interessante e ben organizzato. Lo prova l'incredibile attenzione con la quale ho seguito 7 dico SETTE ore di Elementi di diritto d'autore. Ho anche conosciuto l'uomo che ci ha portato Dragon Ball e che continua a farcelo sciroppare da anni (è l'Anticristo) e ho ricevuto in dono un fumetto razzista di Topolino.

Ovviamente, occupando il corso bolognese solo 15 sabati, sono tornato a vivere a Scarperia. Mi perdonerete l'eufemismo quando dico che è stato leggermente difficile passare dalla completa indipendenza alla convivenza familiare. Forse però è stato un toccasana per recuperare un paio di rapporti, anche se non capisco bene fino a che punto. Comunque sono in un periodo piuttosto sereno della mia vita sociale, quindi immagino vada bene così.

Intanto Rai3 trasmette "Ufficiale e gentiluomo", il film peggio doppiato della storia.

Dovendo trovarmi il sabato mattina a Bologna, ho simpaticamente deciso di vampirizzare il divano di galleria Mazzini numero 2, invadendo le vite delle povere coinquiline di Francesca (la sua, di vita, ormai è fin troppo invasa). Nel frattempo, onde evitare la formazione di ragnatele tra me e il mio bellissimo-stupendo-meraviglioso-perfettissimo Mac, ho deciso di partecipare anche quest'anno allo spettacolo di Teatro Giapponese, in un cameo eburneo e filologicamente eterosessuale (per chi volesse saperne di più, l'appuntamento è mercoledì 6 maggio, ore 22 circa, al teatro Testori di Forlì). Tra una cosa e l'altra, a volte mi sembra quasi di tornare all'epoca d'oro del mio secondo anno a Forlì. A volte. E prima di cominciare con "Cosa resterà di questi anni 80/afferrati e già scivolati via", mi fermo.

Intanto sono stato assunto da una compagnia americana di traduzioni. E mi sono anche licenziato. Non perché sono pazzo. Semplicemente perché mi avevano assunto come Direttore del Marketing.

Ora.

Io.

Direttore del Marketing.

Ce li avete presente i Direttori del Marketing? Sono quelli come l'Anticristo di cui sopra. Sono fatti più o meno come i telepredicatori sui canali satellitari americani. Stesso tono di calma esaltata, stessa loquela dai toni vagamente inquietanti. Mi ci vedete? No, vero? Eh, nemmeno io. Chissà perché ho accettato. Essì che segni premonitori ce n'erano. Come il colloquio telefonico, in cui improvvisamente mi è stato chiesto se, "if someone gave me a screw", avrei pensato prima alla sua funzione, o se avrei notato la sua screziatura biancastra. Una volta avevo anche del buonsenso.

Beh, una volta licenziatomi, ho simpaticamente usato il consolidato sistema "aggancio", che da generazioni assicura un posto di lavoro a milioni di italiani: sono andato a fare una trasferta come interprete a Malta per la ditta in cui lavora mammà. Ovviamente la mia professionalità mi impedisce di parlare dell'esito della trasferta; posso dire di essere piuttosto soddisfatto di me stesso come interprete. In più mi sono fatto tre giorni e due notti a Malta, al Grand Hotel Excelsior 5*, camera executive, con vista sul porto e sullo yacht di Roman Abramovich illuminato da un sole a 24 gradi. Intanto in Italia pioveva.

E sulle note di "Up where we belong" finiscono il film peggio doppiato e interpretato della storia, e insieme ad esso questo post.

Disclaimer: questa pubblicazione non costituisce impegno alcuno da parte dell'Autore a reiterare la produzione di opere simili dell'ingegno, né in toto né a scadenza regolare. E in ogni caso, le tavole originali restano di sua proprietà.

Così, a scanso di equivoci.


01 settembre 2008

Due mesi scritti da esso

Si, certo, materiale raccontabile ne ho a pacchi. Immagino che persino uno stilita in due mesi possa raccogliere un qualche scampolo di aneddoto in cima alla sua colonna.

Quel che è mancato è il tempo (e spesso puranco la voglia) di mettersi a narrare le mie gesta. Gesta, al solito, fatte di gaffe, ritardi, dimenticanze e compagnia bella. Una Casa Vianello quotidiana.

Dunque, che accadde? Tornai a casa, dove mi impegnai furiosamente con la produzione del musical, talchè non solo non ebbi più un attimo di respiro, ma pure il pensiero de li dilettevoli studi non infilò foss'anche la punta del naso nel vestibolo conducente al corridoio che porta all'anticamera del mio cervello. In compenso ho sacrificato ore e ore (e pantaloni e pantaloni) a dipingere fiori di nero, a creare torte, gelati, piatti di scampi, ad attaccare ragnatele e tulle nero, a fare fotografie a chiunque capitasse a tiro. Evidentemente i nostri sforzi sono risultati invisi alle Sfere Celesti, che ci hanno omaggiato con ricche ceste di merda. In ordine non cronologico:

  • un attore si è rotto secondo, terzo e quarto metatarso, rimanendo fermo per ben 15 giorni
  • l'istesso medesimo ha avuto attacchi di febbre continuativi a circa 4 giorni dallo spettacolo
  • il protagonista ha perso la voce a 2 giorni dalla fatidica sera, ma l'ha ritrovata
  • un altro attore si è rotto il menisco e stoicamente ha claudicato in scena (fortunatamente la parte lo consentiva)
  • un altro attore è caduto di schiena da un metro e qualcosa di palco, battendo la testa e riportando, con graziadeddio, solo una contusione alla spalla
  • un'altra attrice, di età considerevole e salute cagionevole, non si è presentata la sera della prima prova generale (tutti hanno ipotizzato il peggio, ma si trattò di un disturbo)
  • la stessa attrice, pochi giorni fa, il giorno del suo compleanno è stata coinvolta in un incidente fortunatamente privo di conseguenze
  • pioggia il giorno dello spettacolo (ricordo ai meno informati che la rappresentazione si teneva all'aperto)
  • varii et alteri accidenti che ora non mi sovvengono
In questo clima lieto e sereno, la rappresentazione è andata, con una buona prova attoriale (modestia a parte, i 9 mesi di prove si sono fatti sentire) e qualche piccolo (diciamo pure medio) intoppo tecnico (momenti di panico la prima sera, quando un mancato cambio scena ha scatenato un tumulto con tanto di base sbagliata partita in mezzo al buio e al silenzio totali). Ma ci siamo divertiti, questo è quello che conta. E ora ho un bellissimo paltò di velluto blu con tanto di merletti alle maniche e inserti di passamaneria dorata. Sciccheria, signori.

Nel mezzo del fervore delle prove siamo anche riusciti a fuggire alcuni giorni al mare, nella Marina di Castagneto che ci ospitò anco l'anno trascorso. Furono cinque giorni di riposo totale, all'insegna di mangiate assurde di pesce. Perdevvi tuttavia l'orologio, e tuttora me ne rammarico.

Il mio umore ebbe sbalzi notevoli, in consequenza di irrisolte questioni la cui risoluzione vedo sempre più ardua. La tentazione di rinunciare è forte, ma volli, sempre volli, fortissimamente volli e continuerò a volere anche per il tempo a venire.

L'ultima settimana, purtroppo, mi vide chino al lagrimoso laptop, spendendo il meglio dei giorni miei consumandomi la vista alla ricerca di una tensione polarizzata su asse orizzontale tra Dato a sinistra e Nuovo a destra, o quantomeno di una richiesta negli occhi di una figura umana che, ricordiamo, a causa dell'alto valore culturale ha sempre massimo grado di salienza. Eppure, trovai diletto puranco sui sudati pdf: qual giuoia nel poter evocare il ricordo di quelle impavide, quelle moderne Amazzoni che affrontavano le raffiche ostili del vento inimico a cavallo di avveniristici dispositivi sanitari! E riandar col pensiero al Nutella party, con lo sfilatino-torta lungo tre metri, probabilmente prodotto in un altoforno industriale... Il naufragar mi fu dolce in quel mar di baggianate.

Si giunge così alla giornata odierna, che mi vede seduto nel Piano Ammezzato, con tre misere ore di sonno alle spalle e un esame tra mezz'ora (naturalmente fallai l'orario, fortunatamente per difetto e non per eccesso).

...

Mi è venuta voglia di Leopardi.