Avete comprato il giornale oggi?
Se no, bravi, avete contribuito a corroborare i risultati dei sondaggi sulla percentuale di italiani lettori.
Se si, conservatelo,
perché oggi è un giorno storico. Oggi, dopo ben 7 mesi, 23 giorni, 12 ore e 15 minuti, io scrivo un nuovo post. Avevo già ponderato l'opzione eutanasia per questo blog, ma eventi piuttosto recenti e un
ddl sul testamento biologico mi hanno portato a riconsiderare.
Bene, datemi due secondi per rileggere l'ultimo post e capire dove eravamo rimasti.
...
Oddio, mi fa un po' senso rileggere di esami e
essay a quattro mesi dalla laurea. Si, i più attenti di voi avranno notato il tocco sulla testa della mia versione 2d: sono stato proclamato dottore in Comunicazione Interlinguistica Applicata. Più o meno come dire Sindaco Onorario di
Topolinia. Purtroppo, nonostante il favore che la Sorte mi accorda di solito, non ho avuto la fortuna di ritrovarmi un presidente di commissione in avanzato stato di
arteriosclerosi com'è successo a Francesca, ufficiosamente laureatasi nel vecchio ordinamento. Ho ricordi piuttosto fumosi del giorno della laurea, a parte la camminata per Forlì vestito da Carlito e una foto di me con in testa una fascia arancione recante la scritta "australopiteco"; in ogni caso, non ho intenzione di scrivere un resoconto minuzioso degli ultimi 233 giorni, quindi ciccia.
Per occupare il vuoto che l'assenza di mediamente 6 ore di lezioni al giorno ha lasciato nella mia vita, ho pensato bene di iscrivermi a un corso che era un master, e ora invece non lo è più. Però costa gli stessi soldi. Spendere soldi a caso è sempre stata una mia prerogativa. Il titolo del corso? "Scuola di traduzione del fumetto e per l'editoria". Prego, fate pure, inarcate le sopracciglia nell'ormai abituale sguardo "
cos'è-che-fai-tu?". Resta il fatto che il corso è estremamente interessante e ben organizzato. Lo prova l'incredibile attenzione con la quale ho seguito 7 dico SETTE ore di Elementi di diritto d'autore. Ho anche conosciuto l'uomo che ci ha portato
Dragon Ball e che continua a farcelo sciroppare da anni (è l'Anticristo) e ho ricevuto in dono un fumetto razzista di Topolino.
Ovviamente, occupando il corso bolognese solo 15 sabati, sono tornato a vivere a
Scarperia. Mi perdonerete l'eufemismo quando dico che è stato leggermente difficile passare dalla completa indipendenza alla convivenza familiare. Forse però è stato un toccasana per recuperare un paio di rapporti, anche se non capisco bene fino a che punto. Comunque sono in un periodo piuttosto sereno della mia vita sociale, quindi immagino vada bene così.
Intanto
Rai3 trasmette "Ufficiale e gentiluomo", il film peggio doppiato della storia.
Dovendo trovarmi il sabato mattina a Bologna, ho simpaticamente deciso di vampirizzare il divano di galleria Mazzini numero 2, invadendo le vite delle povere coinquiline di Francesca (la sua, di vita, ormai è fin troppo invasa). Nel frattempo, onde evitare la formazione di ragnatele tra me e il mio bellissimo-stupendo-meraviglioso-perfettissimo
Mac, ho deciso di partecipare anche quest'anno allo spettacolo di Teatro Giapponese, in un
cameo eburneo e filologicamente eterosessuale (per chi volesse saperne di più, l'appuntamento è mercoledì 6 maggio, ore 22 circa, al teatro
Testori di Forlì). Tra una cosa e l'altra, a volte mi sembra quasi di tornare all'epoca d'oro del mio secondo anno a Forlì. A volte. E prima di cominciare con "Cosa resterà di questi anni 80/afferrati e già scivolati via", mi fermo.
Intanto sono stato assunto da una compagnia americana di traduzioni. E mi sono anche licenziato. Non perché sono pazzo. Semplicemente
perché mi avevano assunto come Direttore del Marketing.
Ora.
Io.
Direttore del Marketing.
Ce li avete presente i Direttori del Marketing? Sono quelli come l'Anticristo di cui sopra. Sono fatti più o meno come i telepredicatori sui canali satellitari americani. Stesso tono di calma esaltata, stessa loquela dai toni vagamente inquietanti. Mi ci vedete? No, vero? Eh, nemmeno io. Chissà
perché ho accettato.
Essì che segni premonitori ce n'erano. Come il colloquio telefonico, in cui improvvisamente mi è stato chiesto se, "
if someone gave me a
screw", avrei pensato prima alla sua funzione, o se avrei notato la sua screziatura biancastra. Una volta avevo anche del buonsenso.
Beh, una volta licenziatomi, ho simpaticamente usato il consolidato sistema "aggancio", che da generazioni assicura un posto di lavoro a milioni di italiani: sono andato a fare una trasferta come interprete a Malta per la ditta in cui lavora
mammà. Ovviamente la mia professionalità mi impedisce di parlare dell'esito della trasferta; posso dire di essere piuttosto soddisfatto di me stesso come interprete. In più mi sono fatto tre giorni e due notti a Malta, al Grand Hotel
Excelsior 5*, camera
executive, con vista sul porto e sullo yacht di
Roman Abramovich illuminato da un sole a 24 gradi. Intanto in Italia pioveva.
E sulle note di "Up
where we belong" finiscono il film peggio doppiato e interpretato della storia, e insieme ad esso questo post.
Disclaimer: questa pubblicazione non costituisce impegno alcuno da parte dell'Autore a reiterare la produzione di opere simili dell'ingegno, né in toto né a scadenza regolare. E in ogni caso, le tavole originali restano di sua proprietà.
Così, a scanso di equivoci.
